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TUMORE al SENO: prevenzione e cure.
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Author Topic: TUMORE al SENO: prevenzione e cure.  (Read 806 times)
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cumino
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« on: 29 November 2007, 10:36:25 »

COS'E'?
Il tumore della mammella è la lesione patologica più frequente nella donna, soprattutto nei Paesi più sviluppati.

• La larga maggioranza dei tumori della mammella è costituita dai carcinomi. La distinzione più importante è quella fra carcinoma invasivo (capace di infiltrare i tessuti circostanti e di andare in circolo - diffondersi, dare metastasi) e carcinoma in situ (malattia non ancora in grado di infiltrare e quindi di dare origine a metastasi).

QUALI SONO I SEGNI PER SOSPETTARE UN TUMORE?
• Ancora oggi il tumore della mammella si presenta alla donna o al medico come un nodulo piuttosto duro alla palpazione. Ogni nodulo che compare dopo i 30 anni deve essere considerato meritevole di approfondimento diagnostico.

• Sempre più spesso è il radiologo, durante una mammografia o un’ecografia eseguite con finalità preventive, a vedere un tumore non palpabile. Sono i veri casi iniziali, che guariscono in oltre il 90%.

• Alcuni altri segni devono comunque essere considerati:
- retrazione della pelle;
- arrossamenti localizzati o diffusi;
- retrazione o cambiamento del capezzolo;
- secrezione ematica o trasparente (come acqua) dal capezzolo;
- aumento delle dimensioni di un linfonodo all’ascella.

• In genere un tumore iniziale della mammella non provoca dolore.

• Qualsiasi cambiamento del normale aspetto della mammella o sensazione richiedono:
- affrontare tempestivamente il problema con il medico di famiglia;
- far controllare le mammelle dal proprio medico o da uno specialista, discutere con lui e seguirne i consigli.

QUALI ESAMI POSSONO SCOPRIRLO?
- Autopalpazione: da effetuare periodicamente a cura della donna, sin dalla   giovane età.
- Visita senologica:esame eseguito dal medico specialistico. Consigliata dai 30 anni in su.
- Mammografia: Ogni anno dai 40 anni in poi. Nei casi di donne con familiarità, dai 35 anni in poi.
- Ecografia: idicata soprattutto per le donne giovani,o in quelle che non hanno allattato. Ogni anno dai 30 anni in su.

COME SI CURA?
1. La Chirurgia: è l’arma ancora oggi primaria ed insostituibile nella terapia del tumore della mammella. Le tecniche d’intervento sono essenzialmente due: conservativa e demolitiva.

- La tecnica conservativa consiste nell’asportare solo la parte ammalata della mammella ed è possibile quando il tumore è di dimensioni ridotte.

- La tecnica demolitiva (mastectomia), sempre più rara, prevede l’asportazione totale della mammella ed è necessaria quando il tumore è piuttosto esteso. In questi casi si associa sempre più spesso la chirurgia ricostruttiva, eseguita, quando possibile, nella stessa seduta operatoria.

Entrambe queste tecniche chirurgiche richiedono l’asportazione dei linfonodi ascellari. Recentemente, però, la metodica del “linfonodo sentinella”, che esamina istologicamente un linfonodo, può stabilire se i linfonodi ascellari siano coinvolti. Con questa tecnica si può evitare la dissezione ascellare e ridurre così il rischio del linfedema del braccio operato.

2. La Radioterapia: è indicata con la chirurgia conservativa per diminuire il rischio che, nel tessuto mammario residuo, cellule tumorali possano dar vita ad una recidiva (ciò può avvenire nel 5% dei casi). Con le apparecchiature moderne gli effetti collaterali sono minimi.

3. Le Terapie Mediche hanno lo scopo di colpire la malattia ovunque si trovi nell’organismo, per la cura delle metastasi manifeste, oppure non visibili.

Le terapie mediche si dividono in: chemioterapia, ormonoterapia, immunoterapia.

• Chemioterapia: consiste nella somministrazione di farmaci che distruggono, con un’attività tossica selettiva, le cellule tumorali. Sono tanto più efficaci quanto più elevata è la proliferazione cellulare e per questo possono, purtroppo, danneggiare anche i tessuti normali attivamente proliferanti (midollo osseo, cellule intestinali, bulbo capillifero, ecc.);

• Ormonoterapia: utilizza dei farmaci in grado di bloccare la stimolazione di cellule tumorali presenti nell’organismo, da parte degli ormoni. Questo è vero soprattutto nei tumori che contengono i cosiddetti “recettori ormonali”;

• Immunoterapia: si avvale dei cosiddetti “anticorpi monoclonali” che attaccano cellule tumorali con particolari caratteristiche biologiche.

E' POSSIBILE PREVENIRLO?
Il più importante fattore di rischio per il carcinoma della mammella è l’età.
nfatti, il rischio di ammalarsi aumenta con il passare degli anni, ed aumenta, inoltre, in caso di:
- familiarità per tumore della mammella e dell’ovaio;

- nessuna gravidanza (o prima gravidanza oltre i 35 anni);

- obesità dopo la menopausa. Mentre un'opportuna attività fisica sembra avere un ruolo favorevole,gli aspetti della dieta che possono ridurre il rischio dei tumori della mammella non sono ancora chiari; è comunque consigliabile un maggior consumo di frutta e verdura;

- consumo di alcol.

1. Le alterazioni benigne del seno (in particolare cisti e fibroadenomi) rilevabili con esami clinico-strumentali non aumentano il rischio di cancro mammario.

2. Gli studi effettuati in tutto il mondo negli ultimi anni hanno permesso di chiarire meglio il ruolo della terapia ormonale sostitutiva (cioè di quei farmaci ormonali utilizzati durante e dopo la menopausa per alleviare i sintomi e diminuire le complicanze legate proprio a questa particolare fase della vita): gli ormoni, soprattutto la terapia combinata estro-progestinica, possono determinare un aumento del rischio. Il ricorso alla terapia ormonale quindi deve essere giustificato e controllato.


La Prevenzione

Quando si parla di “Prevenzione” per una malattia come il carcinoma della mammella bisogna sempre distinguere due strategie ben precise e comunque correlate fra loro:

- una Prevenzione primaria che riguarda la scoperta di fattori di rischio e le conseguenti misure per ridurre il rischio stesso, e che tuttora è di difficile applicazione;

- una la Prevenzione secondaria rappresentata dalla diagnosi precoce. La scoperta di un tumore nelle fasi iniziali del suo sviluppo (con la mammografia o l’ecografia) permette una cura meno aggressiva ed offre maggiori possibilità di guarigione.

Un settore nuovo è la farmacoprevenzione: con questo termine si indica il tentativo di prevenire la comparsa del tumore attraverso la somministrazione di sostanze che contengano elementi naturali o di sintesi in grado di poter ridurre il rischio di sviluppare la malattia.

Iniziata negli anni ’90 i primi risultati sembrano confermare che:

- la farmacoprevenzione agisce efficacemente nel ridurre le possibilità di comparsa del tumore alla mammella;

- è possibile eliminare o ridurre al minimo gli effetti collaterali legati all’assunzione di farmaci protettivi.

Fonte: LILT Lega Italiana Lotta Tumori
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