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Autore Topic: “I Guardiani dei Grandi Segreti dell’Essere Supremo” 1° Parte  (Letto 116 volte)
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« il: 04 Maggio 2009, 15:29:12 »

Nel 1096, durante lo svolgimento del “Concilio di Clermont”, il papa “Urbano II”, dall’alto del suo “Trono Papale”, incitò i “Sovrani d’Europa” a una “Guerra Santa” contro gl’“Infedeli Mussulmani” che avevano la terra del cosiddetto “Santo Sepolcro”. Nel suo discorso, disse infatti, che: “Gerusalemme è l’Ombelico del Mondo. Il Redentore la rese Illustre con la Sua Venuta, la Onorò con la Sua Dimora, la Consacrò con la Sua Passione, la Redense con la Sua morte. Prendete la Via del Santo Sepolcro. Strappate quella terra a quella Gente Scellerata”. Il “Mondo Occidentale”, rispondendo alla “Chiamata Papale”, formò, in breve tempo, un “Esercito Internazionale” guidato da “Goffredo di Buglione”. Quest’ultimo, arrivò nella cosiddetta “Terra Santa”, attraversando il “Bosforo dei Dardanelli”. Le “Forze Occidentali”, dopo un “Lungo Assedio”, riuscirono a occupare Gerusalemme. I “Crociati”, però, una volta presa la città, se ne tornarono ai loro rispettivi paesi; sorse, allora, il problema di come difendere la “Città Santa” dai “Violenti Attacchi” dei mussulmani. L’“Ingrato Compito”, alla fine, fu assunto da nove cavalieri guidati da Ugo Dei-Pagani (un cavaliere d’origine “Italo-Pugliese”). Essi pattugliavano le strade che conducevano al santo sepolcro proteggendo i pellegrini da eventuali attacchi. Baldovino, “Re di Gerusalemme”, appoggiò la “Loro Iniziativa” e gli diede, come “Quartier Generale”, l’“Ala Meridionale” del “Monastero Fortificato” di “Nostra Signora di Sion”. Questa particolare sede era stata costruita vicino alle “Rovine del Tempio di Salomone”. La collocazione della loro “Prima Base Operativa” diede origine alla denominazione di “Cavalieri del Tempio (Templari)”.

Il cosiddetto “Tempio di Salomone” fu costruito per volere di Salomone figlio del “Re Davide” che voleva, in questo modo realizzare, il “Sogno Paterno” di costruire un “Grande Tempio” da dedicare al cosiddetto “Dio d’Israele”. Salomone, per far ciò, stipulò un “Patto di Collaborazione” con il “Re di Tiro”. Questo particolare tipo di contratto stabiliva che i “Fenici” avrebbero dovuto fornire i cedri delle loro foreste, legno da sempre pregiatissimo, insieme a tutto il materiale necessario per la costruzione della struttura.

Ci vollero non meno di tre anni solo per i preparativi della costruzione, che accadde con la supervisione di architetti fenici, fra i quali il “Grande Architetto Hiram”. La “Manodopera” fu reclutata fra gli “Esperti Ebrei” e “Prigionieri di Guerra”, questi ultimi usati soprattutto per i lavori pesanti, come lo “Squadramento” e il “Taglio dei Blocchi di Pietra” che avrebbero formato la “Base del Tempio”.

Il luogo scelto, dallo stesso Salomone, per ospitare l’“Imponente Edificio”, era la sommità del “Monte Moriah”, spianato per l’occasione.
L’“Avveniristica Costruzione”, dopo ben sette anni, era pronta per essere “Consacrata” al “Dio degli Ebrei”. Questo “Particolare Edificio Religioso”, secondo “Antiche Ricostruzioni”, era lungo sessanta cubiti, largo venti e alto trenta, in altre parole 33×11x16,5, misure che secondo il “Sistema Cabalistico”, corrisponderebbero alle “Proporzioni Perfette”. L’intero tempio, infatti, era un omaggio al “Potere Divino” e alla “Sua Grande Benevolenza” nei confronti del “Popolo d’Israele”. La “Costruzione Ultimata”, infatti, era possente e bellissima; al posto del cosiddetto “Cortile dei Sacerdoti”, precedentemente usato per i “Rituali Sacri”, si aggiungeva la “Corte”, che delimitava tutto il tempio, affollato da migliaia di fedeli.
Oro e argento abbondavano; erano d’oro per esempio tutti i bracieri e i candelabri che illuminavano la grande costruzione, che era perennemente avvolta in una nube d’incenso.
L’“Altare Principale” era in “Bronzo Massiccio”, di presumibile fattura e ideazione fenicia; il suo costruttore, il grande Hiram in sostanza, aveva progettato il tempio in “Maniera Estremamente Funzionale”, basandosi sugli schemi di altri templi esistenti in “Medio Oriente”; come racconta Erodono, all’interno vi erano due colonne in “Oro Massiccio” tempestate di smeraldi, chiamate “Jachin” e “Boaz”; altre decorazioni, invece, ricordavano le “Palme del Giardino dell’Eden”.
Nel complesso era una struttura meravigliosa, tanto che Hiram, il suo costruttore, divenne il “Patrono” di tutti coloro che s’ispirarono al tempio di Salomone per i loro “Riti Esoterici”, specialmente i “Massoni”. L’Arca, invece, secondo il progetto, era stata collocata in un settore specifico, chiamato il “Sancta-Sanctorum”, il “Santo dei Santi”, il posto il cui accesso era consentito solo a Salomone e al Gran sacerdote, che poteva visitare l’arca solo nel giorno dello “Yom Kippur” , pronunciando il “Tetragramma Sacro”, il nome di Dio in ebraico. In questo “Immenso Sarcofago Dorato” sarebbero state custoditi “Molti Oggetti Sacri” tra cui ricordiamo le “Tavole della Legge”, quelle che il “Loro Fantomatico Dio” in persona avrebbe scolpito nella roccia per darle a Mosè e al “Suo Popolo”, e che avevano sancito l’alleanza tra Israele e Lui.
All’interno, in un pozzo ancor più profondo, era stata posta la “Even Shetiyyah” , e anche la pietra su cui Dio avrebbe fondato il mondo, oltre ad un contenitore con la sacra manna, con cui Dio avrebbe sfamato gli Israeliani dopo la fuga dal “Territorio Egiziano” e la “Verga di Aronne”, “Portavoce di Mosè” presso il “Faraone d’Egitto”. Si tratta, quindi, del più perfetto esempio di costruzione esoterica mai realizzata dall’uomo, e secondo alcune tradizioni più recenti, non conteneva soltanto l’Arca ma anche numerosi segreti affidati ai Cavalieri Templari, i quali avevano scelto proprio questo particolare luogo per la loro “Perpetuazione nel Tempo”. Essi, infatti, distinguendosi in centinaia e centinaia di battaglie contro gli “Infedeli” finirono col diventare uno dei più importanti ordini religiosi del mondo Occidentale e dovunque loro andassero esportavano questo avveniristico metodo di costruzione direttamente ispirato alla tecnica di realizzazione del suddetto tempio di Salomone.  L’ordine dei templari, infatti, essendo diventato ormai un ordine religioso indipendente da tutti gli altri grazie alla “Bolla Papale” “Omne Datum Optium” di “Innocenzo III” del 1139, estese il loro potere e influenza politica sia in Oriente sia in Occidente. Tutto ciò è dimostrato dall’enorme quantità di cattedrali e chiese che, grazie alla loro ingente fortuna, misteriosamente accumulata in terra santa costruirono in quasi tutto il “Mediterraneo”. Essi, secondo una tradizione molto accreditata, arrivarono addirittura a costruire delle vere a proprie città basandosi sempre sullo schema del Tempio di Salomone e dell’“Antica Città di Gerusalemme”; una di queste città è quella di “Aquila”.

Fonte: ilcapoluogo.com
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« Risposta #1 il: 04 Maggio 2009, 15:35:19 »



“I Guardiani dei Sacri segreti dell’Essere Supremo” 2° Parte

Questa è la Storia di un “Segreto” e della costruzione di un’“Intera Città” per custodirlo; questa è la Storia di un “Arcano Mistero” da mantenere celato ad’ogni costo, molto più importante di un’“Elezione al Soglio Pontificio”; questa è la Storia della “Città dell’Aquila”. Alcune fonti molto accreditate, affermano infatti, che l’“Ordine dei Cavalieri Templari”, abbiano trovato, sotto le “Rovine del Tempio di Salomone”, molti “Favolosi Tesori” che, se fossero stati mostrati al mondo, avrebbero raccontato “Sconvolgenti Verità”, “Segreti Inconfessabili” da mantenere gelosamente celati attraverso “Il Tempio” e “Lo Spazio”. I templari, infatti, sempre secondo tali tradizioni, sostenute da “Forti Elementi Indiziari”, avrebbero occultato questi “Tesori” in qualsiasi luogo loro andassero; disseminando, quest’“Immensa Fortuna”, in tutte le chiese, cattedrali e “Roccaforti”, che l’“Ordine Templare” edificò in tutto il mediterraneo e oltre. Uno di questi luoghi, deputati a proteggere questi segreti, sembra essere la città dell’Aquila. Nella chiesa di “S.Maria Ad Criptas” costruita nel tredicesimo secolo d.c. nel paesino chiamato Fossa, (in provincia dell’Aquila), dove possiamo trovare tracce molto evidenti del passaggio dei Templari. Negli affreschi di questo edificio religioso troviamo raffigurate la “Crocifissione”, la “Flagellazione” e la “Deposizione di Gesù” che hanno molti elementi in comune con la “Sacra Sindone”. L’immagine di Gesù, infatti, ha il “Pollice” “Piegato verso il Palmo della Mano Destra” dettaglio che sembra ripetersi in quasi tutte le raffigurazioni all’interno della chiesetta.

Nelle raffigurazioni poco più in basso, poi, possiamo vedere le immagini di “S. Giorgio” e di “S. Martino” con elementi che ricordano la “Divisa Tipica dei Templari”. L’immagine di Gesù è molto più alta rispetto alle raffigurazioni in altre chiese; la “Posizione della Testa”, del “Tronco” e dei “Piedi” sembrano combaciare con la Sindone .

Nei pressi del “Paesino di Fossa”, (più precisamente a Loreto), troviamo un’altra chiesa: il cosiddetto “Santuario della Madonna Nera”, nel quale è stata impiantata quella che si presuppone essere la “Casa di Maria” trasportata in loco da “Angeli Bianchi” che avrebbero avuto le stesse vesti dei Templari, i quali avrebbero trasportato via mare l’edificio come una delle ultime missioni da loro compiute. Lo sbarco sarebbe avvenuto, molto probabilmente, nel “Porto di Recanati” altro “Porto Templare”. Questo, che sembrerebbe, un “Mitico Racconto” è avvalorato da alcuni ritrovamenti di croci che erano state composte con dei “Piccoli Pezzi di Stoffa Rossa”; materiale, in sostanza, usato per realizzare, proprio, le “Croci” delle “Divise Templari”. La cosiddetta casa di Maria, è necessario ricordarlo, sempre se le “Fonti Storiografiche” affermino il “Vero”, è stata ricostruita usando il “Medesimo Materiale” con cui era composta a Gerusalemme; l’edificio, in poche parole, è stato smontato e poi rimontato all’interno della suddetta “Chiesa di Loreto”. La città dell’Aquila si trova, a soltanto a pochi chilometri, da questi due “Luoghi Carichi di Mistero”. Il “Principale Mistero”, espressamente legato, sia all’Aquila, sia alla “Storia dei Templari”, è individuabile nella cosiddetta “Pianta Catastale” dell’“Antica Città Abruzzese”. La “Mappa Catastale” del “Capoluogo Abruzzese”, infatti, è, per cosi dire, l’“Immagine Speculare” dello stesso tipo di “Rappresentazione Cartografica” dell’“Antica Gerusalemme”. Tutto ciò, significa forse, che i Templari, costruirono L’Aquila, per celare qualche “Tesoro Segreto” ritrovato a Gerusalemme?

Quest’interessante ipotesi, secondo gli esperti, è suffragata da “Forti Indizi”. Libri, di “Recente Pubblicazione”, (come quello di Luca Ceccarelli e di Paolo Cautilli), dal titolo: “La Rivelazione dell’Aquila”, hanno infatti, posto in luce, che entrambe le città, sono state edificate su colline: L’Aquila, infatti, si trova a “721 mt. S.l.m.”; mentre, invece, Gerusalemme, si trova “750 mt. S.l.m.”.

L’“Analisi Comparativa” delle “Mappe Urbane” dei “Centri Storici” delle due città, ha infatti, posto in luce che è possibile ottenere una “Sopraposizione” alquanto precisa, se al “Nord di Gerusalemme”, si fa corrispondere il “Sud dell’Aquila”. Le conformazioni delle due città, infatti, hanno una “Similarità Avveniristica”, pressoché unica, nella Storia dell’uomo. Gerusalemme, infatti, fin dall’antichità, è stata sempre suddivisa in “Quattro Quartieri” denominati: “Cristiano”, “Mussulmano”, “Ebraico” e “Armeno”; L’Aquila, invece, allo stesso modo, fu frazionata in “Quattro-Quarti”. La disposizione delle due mappe urbane, rispetto ai “Fiumi Aterno” e “Cedron”, che scorrono parallelamente alla due città, è perfettamente identifica. Le due immagini, infatti, appaiono essere, l’una, la fotocopia dell’altra. Le “Strane Congruenze”, tra le due città però, non finiscono qui. Nella città dell’Aquila, infatti, esiste una particolare fontana chiamata, la “Fontana delle Novantanove Cannelle” che assomiglia in modo impressionante, anche nella posizione che ha all’interno dello “Schema Cittadino”, alla Piscina di Siloe” (luogo in cui, secondo la tradizione, Gesù avrebbe curato un “Cieco” ). Le due strutture, inoltre, sono state situate, entrambe, vicino a una “Porta Muraria” nella parte più bassa della città. I misteri legati, allo “Strano Rapporto”, tra Gerusalemme e L’Aquila, però, non finiscono qui.

L’Aquila, infatti, è associata a un numero ben preciso e dal significato misterioso: “99”. Questo particolare numero corrisponde a quello delle “Lampade ad olio” della “Grotta Vaticana”.
- 9 templari hanno scavato per 9 anni nel tempio di Salomone
- la sala dell’Arca dell’Alleanza del Tempio di Salomone misurava m 9 x 9 (il fatto che allora l’unità di misura metro non esistesse non sembra un ostacolo alla tesi)
- i Templari sono stati fondati nel 1099
(preparatevi, arriva la più bella:)
- L’Aquila ha una longitudine di 42°21′ e una latitudine di 13°23′:
42°21′ -> 4 + 2 + 2 + 1 = 9
13°23′ -> 1 +3 + 2 + 3 = 9. La città, Gerusalemme, invece, è associata il 66 che è, il 99 capovolto. L’Aquila ha, infatti, la pianta di Gerusalemme, ma capovolta.

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